Mostra su Costantino (Milano 2012)
 

 

 

 

"Il patrimonio greco, criticamente purificato, è parte integrante della fede cristiana" (Benedetto XVI)

"La cultura dell’Europa è nata dall’incontro tra Gerusalemme, Atene e Roma" (Benedetto XVI)

 

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COSTANTINO 313 D.C.

 

di Olivia Merli

 

Come già nel 2003 con la mostra  del Museo Diocesano 387 d. C.  Ambrogio e Agostino. Le sorgenti dell’Europa, anche questa volta grazie alla mostra allestita a Palazzo Reale dal 25 Ottobre al 17 Marzo, ci è offerta l’occasione di  concentrarci sul IV secolo, un periodo estremamente importante per la storia dell’Occidente, ma per molti aspetti sfuggente e enigmatico.

 

Il percorso inizia con una parte dedicata  alla Milano capitale della tetrarchia,  si sofferma  a presentare la figura di Costantino fra storia e mito,  si addentra nei tesori del IV secolo seguendo i protagonisti dell’età di Costantino: la Chiesa, l’esercito e la corte, finisce con una sezione dedicata al potere al femminile: le donne della corte imperiale, in particolare Elena imperatrice e santa.

In rilievo a metà percorso spicca la parte dedicata alla svolta di Costantino dai fatti relativi alla battaglia di Ponte Milvio, all’accordo di Milano del 313 con Licinio il cui testo, nella versione di Lattanzio (De mortibus persecutorum XLVIII, 2 ss.) campeggia su un’intera parete di una sala espositiva:

“Noi dunque Costantino Augusto e Licinio Augusto, abbiamo ritenuto di accordare ai Cristiani a  tutti gli altri la libertà di seguire la religione che ciascuno crede, affinché la divinità che sta in cielo, qualunque essa sia, a noi e a tutti i nostri sudditi dia pace e serenità” .

A partire da queste parole si snoda il tema della tolleranza fra ricerca di un dio unico, persistenza del paganesimo e molti esempi di trasmissione fra culti pagani e cristianesimo.

Senza forzature e stravolgimenti la storia del IV secolo riemerge con estrema ricchezza di dati, reperti e tematiche  che offrono spunti di collegamento anche con il mondo attuale.

Una mostra dunque molto ricca ed elaborata, impegnativa forse per il visitatore occasionale, ma che permette di essere percorsa e ripercorsa secondo prospettive sempre più approfondite e che consentono di addentrarsi nella complessità di un’epoca affascinante.

 

Da non perdere fra i tanti oggetti e reperti  provenienti da più di novanta musei e collezioni di 10 diversi stati, per preziosità, bellezza e/o particolarità:

·        Frammenti di affresco di piazza Meda. Il lacerto di intonaco recuperato negli scavi recentemente ultimati di piazza Meda, documenta l’esistenza di un’ampia area residenziale fra l’attuale via S. Paolo e via Verri risalente alla Milano della fine del III secolo con strade scenografiche dotate di portici con pilastri e muri affrescati. 

·        Frammento di intonaco graffito con un crocefisso. Forse eseguito dai giovani frequentanti in età severiana il Pedagogio, una specie di collegio per preparare gli schiavi addetti alle residenze imperiali. Il graffito sembra dileggiare il cristianesimo di uno degli alunni del collegio secondo  la nota accusa di essere adoratore di un dio dalla testa d’asino.

·        Ricostruzione del labarum di Costantino. Il segno apparsogli prodigiosamente  alla vigilia della battaglia di Ponte Milvio, secondo il racconto di Eusebio di Cesarea, Vita Costantini, I, 30-31

·        “Bulla” dell’imperatrice Maria. Figlia di Stilicone e Serena, sposa dell’imperatore Onorio. Il gioiello è estremamente raffinato: un cilindro di 1,6 cm di diametro e 2,2 cm di altezza, d’oro con incastonati smeraldi, granati e corniole, in ogni faccia è inserito un cammeo con iscrizioni disposte a formare un  crismon.

·         Anfora argentea di Porto Baratti.  Unica per l’eccezionale decorazione in file sovrapposte di medaglioni riportanti ciascuno una divinità diversa, esempio di sincretismo religioso.

·        Pendente aureo esagonale con doppio solidus di Costantino. Splendido esempio di lavorazione in opus interassile.

 

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