"IL" Dizionario Italiano-Latino Castiglioni Mariotti
 

 

 

 

"Il patrimonio greco, criticamente purificato, è parte integrante della fede cristiana" (Benedetto XVI)

"La cultura dell’Europa è nata dall’incontro tra Gerusalemme, Atene e Roma" (Benedetto XVI)

 

  HomeChi siamoLa rivistaTestiDidatticaAttivitàGuestbookVariaCerca

 

"IL" Dizionario Italiano-Latino Castiglioni Mariotti. Programma di consultazione per Microsoft Windows.

Come altre opere (ormai in numero discreto) dello stesso genere, anche il Castiglioni-Mariotti, uno dei lessici latini più diffusi nella scuola, ha un’edizione in CD-Rom. Il dischetto contiene tutto il materiale presente nell’edizione cartacea (e anche con la stessa disposizione grafica), ma permette quelle pluralità di accessi che il mezzo elettronico ha in più rispetto alla ricerca tradizionale. La lettura del materiale può essere condotta secondo i seguenti criteri: 1. Ricerca semplice lemma o forma; 2. Ricerca completa nelle voci; 3. Ricerca grammaticale; 4. Ricerca modelle di flessione; 5. Ricerca citazioni. A seconda della possibilità prescelta (la selezione si fa agendo su un menu a tendina collocato nella parte alta della finestra, sotto la voce Impostazione) compaiono poi diverse schermate che permettono ulteriori opzioni: il lettore viene guidato a operare le sue scelte mediante le indicazioni che compaiono di volta in volta sullo schermo. Ad esempio in Ricerca grammaticale ho a disposizione Lemma/variante (p.es. posso avere sotto gli occhi il paradigma completo di un nome o di un verbo), Tutte le forme (posso risalire da una forma flessa o coniugata al lemma del vocabolario: ad es. inserendo procedamus posso sapere che si tratta del cong. pres. I plur. attiva del verbo intransitivo di III coniugazione procedo) o Solo non composte e infine Qualifica grammaticale (ad esempio, inserendo futuro, ho a disposizione 444250 forme di futuro, a partire da abalienabo). La forma da inserire in quest’ultimo campo deve essere cercata in un indice che si attiva per mezzo del mouse.

Tra i vantaggi della versione elettronica vi è quello di avere sempre a disposizione, qualunque sia la voce cercata, i paradigmi completi dei nomi e le coniugazioni dei verbi. Funzionalità interessanti da un punto di vista didattico si possono trovare nella Ricerca citazioni. Qui è possibile operare la ricerca sia su base latina sia su base italiana, e la ricerca sul latino può essere impostata anche per autori od opere. Poiché il richiamo non è al lemma del vocabolario, ma a tutte le occorrenze che ha nel vocabolario la forma cercata (per esempio nella traduzione di esempi particolari), risulta che si ha a disposizione non un lessico, bensì un repertorio molto ampio. Ad esempio la ricerca dall’italiano non mi dà una corrispondenza latina della parola cercata, ma mi dice in quali parole del vocabolario dal latino ricorre la parola italiana: insomma, qualcosa di meno e qualcosa di più rispetto a un vocabolario italiano-latino. Per fare un esempio: digito <abbagliare> nell’apposito campo, e la schermata successiva (alla quale si arriva premendo Esegui) mi informa che il verbo italiano ricorre all’interno di due voci: acies e perstringo; l’ulteriore passaggio (selezionando ciascuna delle due voci) mi informa che tra i valori di perstringo vi è anche quello di ottundere, abbagliare, offuscare, inebetire, assordare, con l’esempio di perstringere oculos (Cicerone) tradotto ‘abbagliare la vista’; sotto acies trovo il richiamo a praestringere oculorum aciem (Plauto, Mil. v. 4) reso con ‘abbagliare la vista’. Poiché è nota a tutti gli insegnanti la cautela che si deve avere nei confronti delle "traduzioni" del vocabolario, va da sé che i risultati della ricerca sono da intendere come un provvisorio punto di partenza da valutare con molto buon senso.

La ricerca, come già accennato, può essere anche condotta per autori o per opere. Il nome dell’autore o dell’opera in questione deve corrispondere all’abbreviazione usata dal Vocabolario. Ad esempio, se voglio sapere che cosa c’è di Rutilio Namaziano sul Castiglioni-Mariotti, digito <Rutil> nel campo Autori e opera (la forma, anche in questo caso, può essere desunta dall’indice) e ottengo il rimando a 14 voci. Naturalmente, è ovvio che non tutto il testo di Rutilio è stato compreso nel lessico, e che difficilmente per voci di ordine generale come homo o mulier i compilatori avranno preso in considerazione (salvo evenienze eccezionali) autori minori come Rutilio: pertanto le voci che comportano esempi di Rutilio sono voci rare o tarde, che con buona probabilità rivestono un certo interesse da un punto di vista storico o letterario o linguistico, perché possono rappresentare neologismi o forme che si sono affermate o che hanno assunto quel particolare valore in una determinata epoca della latinità: tali ad esempio i casi di dissocialis (‘inconciliabile’) o glutineus o insordesco (per il quale, oltre che a Rutilio, vi sono rimandi anche a Sidonio Apollinare: quindi una parola non usuale nei primi secoli dell’impero, che ha avuto una certa diffusione nel periodo tardo, come peraltro altri verbi composti appartenenti a coniugazioni derivative come quella in -sco). Le ricerche possono essere eseguite anche per più parole: il che consente di reperire (purché siano registrati sul vocabolario) proverbi, frasi fatte, sintagmi. Apprendiamo così che la forma esatta del detto ‘tante persone, tanti pareri’ è quot homines, tot sententiae (citazione precisa di Terenzio, Phorm. 454, sotto la voce quot; rinvio generico a Cicerone o Cicerone e altri, senza menzione di Terenzio, sotto le voci sententia e tot). Posso cercare arma virumque e apprendere che il sintagma si trova, oltre che all’inizio dell’Eneide, anche in Ausonio, ove arma virumque peritus significa ‘esperto ammiratore di Virgilio’. Come si vede, le possibilità sono varie e molteplici, e non sarebbe fuori luogo dedicare un’esercitazione in una classe liceale a questo strumento e alle svariate potenzialità che racchiude: specialmente nell’ottica dei percorsi della maturità la sua utilizzazione potrebbe diventare interessante (ad esempio potrebbe illuminare sull’evoluzione di parole e idee nella Latinità o sulle scelte stilistiche di vari autori, e così via). Il limite fondamentale è dato dal fatto che si ha comunque nelle mani un lessico, cioè un repertorio in cui il materiale è già stato selezionato e analizzato (magari in taluni casi con criteri che non corrispondono a quelli che si vorrebbero vedere utilizzati). Per rifarci all’ultimo esempio, il dischetto dell’IL non ci dice né che arma virumque si trova due volte nell’Eneide (I 1 e XI 747) e che viene riecheggiato da Silio Italico (Punica IX 100) né che la citazione del sintagma virgiliano si ritrova in Ovidio, Trist. II 534 (et tamen ille tuae felix Aeneidos auctor / contulit in Tyrios arma uirumque toros), Marziale (epigr. VIII 55, 19), e altri minori. La stessa attribuzione ad Ausonio del passaggio Arma virumque peritus è errata: la frase si trova negli Epigrammata Bobiensia (47, 1: "Arma virumque" docens atque "Arma virumque" peritus / non duxi uxorem, sed magis arma domum.), una raccolta di una settantina di composizioni di epoca varia (ma sicuramente tardiva): molte delle composizioni contenute nella raccolta (scoperta in epoca molto recente) è di discussa attribuzione.

 

(Ritorna alla schermata principale di Recensioni e segnalazioni)

Per tornare alla home
Per contattare la Redazione