Elettronica e mondo classico
 

 

 

 

"Il patrimonio greco, criticamente purificato, è parte integrante della fede cristiana" (Benedetto XVI)

"La cultura dell’Europa è nata dall’incontro tra Gerusalemme, Atene e Roma" (Benedetto XVI)

 

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Elettronica e mondo classico

 

(da Zetesis 2000-2)

 

             Internet è ormai una realtà che si sta diffondendo in modo sempre più capillare, proponendosi come strumento operativo di primaria importanza: con Internet oggi è possibile sia accedere senza fatica e senza bisogno di spostamenti a imponenti raccolte di dati e di fonti sia fare circolare le proprie idee in modo rapido ed efficace. Il giudizio su Internet potrà essere sfumato, e sicuramente l'utilizzazione della rete presenta ancora obiettive difficoltà e ostacoli: l’assoluta assenza di filtri e controlli da una parte è garanzia di massima libertà, in quanto permette a chiunque di trasmettere notizie, ma fa sì che, accanto a una quantità di documentazione di interesse pubblico e scientifico, circoli una quantità impressionante di ciarpame (notizie di scarso o nessun interesse e di carattere privato, con un’amplissima possibilità di violare la privacy altrui o, peggio ancora, materiali illegali o inaccettabili moralmente): in qualche sito si possono trovare anche rimandi al trash della rete, cioè ai siti che veicolano informazioni pacchiane o proposte assurde. Inoltre la crescita tumultuosa e disordinata della rete rende spesso difficile l’accesso ai siti che potrebbero rivestire una qualche utilità per il proprio lavoro e il reperimento del materiale che si vorrebbe cercare. Anche i più accreditati motori di ricerca italiani e internazionali non riescono a seguire e a recensire (“processare”, per utilizzare il neologismo di uso ormai corrente) in modo adeguato il quotidiano accrescersi della documentazione, e forniscono sempre un’immagine parziale e non sempre aggiornatissima di ciò che è presente sulla Rete. Tuttavia, nonostante i limiti indicati, ormai nessuno studioso di nessuna disciplina può permettersi di prescindere dalla realtà della Rete, e anche il docente di lettere classiche e il cultore di antichità trovano nella Rete una quantità di materiale impressionante: una nostra veloce ricerca tramite il motore di ricerca Arianna, condotta sulla base delle parole “cultura classica”, ha dato come risultato la presenza di 12425 siti: in molti casi si tratta di siti che hanno scarsa importanza, perché la presenza di pagine dedicate al mondo classico è occasionale o addirittura perché la risposta positiva del motore di ricerca è ingannevole (possono essere stati elencati per esempio siti in cui compaiono anche a distanza la parola cultura e la parola classica: ad esempio, siti dedicati alla musica classica o all’iniziativa di qualche assessorato locale alla cultura per valorizzare la cucina classica del posto); in vari casi si tratta di documenti che hanno un valore effimero, in quanto semplicemente dànno notizie di incontri o di iniziative ormai avvenute da tempo, o prese di posizioni su problemi contingenti. Ma, anche tenendo conto di tutto questo, il numero di siti che in qualche modo interessano il classicista (a tutti i livelli, dallo studente al docente universitario) è davvero impressionante. Già questa sola considerazione giustificherebbe l’importanza che il Ministero sta dando all’informatizzazione delle scuole, anche se spesso l’aggiornamento del personale docente e la modalità di intervento genera più confusione e perdita di tempo che effettivo accrescimento delle competenze, essendo i corsi d’aggiornamento affidati a persone che hanno esperienza generica di informatica, ma poca o nessuna esperienza specifica delle problematiche inerenti il mondo classico, e pertanto in grado di fornire soltanto notizie di carattere così generale e astratto da risultare poi difficilmente spendibili nel lavoro di ogni giorno: abbiamo l’impressione che spesso nelle scuole e nelle università tra il parlare nei corridoi di computer e di Internet e l’effettiva utilizzazione degli strumenti informatici nella quotidianità del proprio lavoro vi sia un gap ancora molto ampio.

Come detto, all'interno della Rete la presenza del mondo classico è notevole, e anche questo dato di fatto sottolinea ancora una volta l’importanza e il fascino che, nonostante tutto, la cultura antica ancora esercita: ed è interessante notare che, se gli studiosi e i cultori di discipline cosiddette scientifiche guardano con una certa supponenza chi si occupa di materie umanistiche in generale e di antichità in particolare, e specialmente nel mondo universitario le puntate polemiche e l’invasione di spazi da parte delle facoltà scientifiche sono continue, e spesso indisponenti, i docenti e gli studiosi del mondo classico sembrano aver pienamente percepito le potenzialità insite nella Rete. Non sarà certo un caso se il migliore e più aggiornato dizionario di informatica è dovuto a un insigne studioso che si è distinto nel campo della linguistica indeuropea e nello studio delle lingue antiche come W. Belardi.

 Come sono numerosissimi i siti che presentano interesse per il docente di latino e greco, così sono svariate anche le finalità e gli obiettivi che essi perseguono. Il numero elevato e il carattere precario che molte iniziative presentano (ogni giorno nascono nuovi siti e molti cessano di esistere) rende difficile, non diciamo una recensione critica o un esame in qualche modo esauriente, ma anche solo l'indicazione di ciò che esiste. Ci limiteremo qui a richiamare l'attenzione su alcune tipologie di siti la cui visita può essere di qualche utilità per il docente di lettere antiche. Distingueremo innanzitutto tra siti legati a istituzioni universitarie o centri di ricerca o biblioteche e siti collegati a scuole o riviste o frutto di iniziative personali: mentre i primi in genere forniscono strumenti di lavoro o notizie su ricerche in atto o altro materiale di interesse accademico, i secondi generalmente offrono materiale di più agevole fruibilità e spesso di immediato utilizzazione didattica, proponendo anche un dialogo con il visitatore.

 

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